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NEL 2008 LO SCANDALO FU SUPERIORE A QUELLO DEL CENTRO STUPRI MA I PROTAGONISTI FURONO PREMIATI INVECE CHE PUNITI

Udine, settembre 2008. Era friulana e all’epoca dei fatti poco più che ventenne, una delle prostitute pagate per le notti calde di un politico nazionale ospite in un elegante albergo della città. Com’è stato accertato nell’inchiesta, il suo nome appariva sui siti internet specifici, come accompagnatrice, in gergo “escort”. Per l’ipotesi di favoreggiamento della prostituzione furono indagati un facoltoso imprenditore, uno dei suoi legali e l’albergatore che avevano agevolato una serie di incontri passionali con alcune prostitute. L’inchiesta faceva riferimento a cinque episodi compresi nel periodo fra il novembre 2007 e la fine di marzo 2008 avvenuti nell’albergo udinese. Immediata la richiesta di patteggiamento, un accordo sulla pena (tra Pm e difese) prima della formale chiusura delle indagini, così da non far celebrare il processo e far beneficiare agli imputati della riduzione di un terzo della pena. A difendere i favoreggiatori alla prostituzione i tre avvocati più costosi e noti della regione: l’avvocato Giuseppe Campeis, l’avvocato Luca Ponti e l’avvocato Maurizio Conti. Quella volta la stampa fu ancora più omertosa dell’episodio che la scorsa settimana ha travolto la banda del “Centro Stupri”: un gruppo di figli di papà annoiati e decisamente sprovveduti. Quella volta due influenti parlamentari si attivarono con l’editore affinchè sul giornale non uscisse nessuna notizia e soprattutto restasse sempre coperto il nome dell’utilizzatore finale: un arrapatissimo deputato devastato dal viagra e da poco convolato a notte con una donna molto gelosa. Udine Vip quella del 2008 e Udine Vip quella del 2020 con una sostanziale differenza. Nel 2008 a trascorrere una nottata impasticcati e con prostitute erano uomini di potere, questa volta a fare una cazzata sono stati cinque ragazzini appena usciti dalla matura. Attorno ai tre protagonisti che patteggiarono, altre figure presenti alla cena con le escort uscirono indenni grazie ad una serie di silenzi e protezioni che portarono a premiare chi non parlò.

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