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LO SMART WORKING SOPRAVVIVERA’ AL CORONAVIRUS?

Ante covid19 gli smart worker in Italia erano 570.000; l’emergenza sanitaria e con essa la necessità di contemperare il contingentamento dei contagi con la salvaguardia della produttività – traducibile anche in tutela dei posti di lavoro – ha determinato una vera e propria impennata nell’utilizzo dello smart working (nell’accezione più appropriata di home working) o, all’italiana, lavoro agile. Oggi, infatti, se ne stimano più di 8 milioni. Nei vari provvedimenti adottati dal premier Conte (DPCM 4 e 11 marzo 2020 e anche nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020) è stato raccomandato il “massimo utilizzo” della modalità agile prevedendo inoltre una procedura semplificata per l’attivazione che non richiede l’accordo scritto tra datore di lavoro e lavoratore; gli unici adempimenti sono la comunicazione sul portale Cliclavoro entro 5 giorni e l’informativa sulla sicurezza. La nascita del telelavoro è americana e risale al 1973; nel Vecchio continente approda 20 anni dopo portando nel 2002 al “primo accordo europeo realizzato dalle parti sociali”. Sapranno le aziende (soprattutto quelle medio e piccole) vincere questa sfida? Ora l’utilizzo del lavoro agile risponde ad inevitabili esigenze emergenziali; e dopo? passata, ci auguriamo nel più breve tempo possibile, questa situazione, l’istituto sarà in grado di sopravvivere alla “fase 2”. Lo sforzo imprenditoriale è quello di ripensare al paradigma lavorativo tradizionale ed intraprendere azioni strategiche biorientate: da un lato la valorizzazione delle risorse umane, dall’altro, l’incremento della produttività. Quando il luogo di lavoro è all’esterno dei locali aziendali i vantaggi sono numerosi: riduzione dell’inquinamento, conciliazione tra tempi di lavoro e vita privata, riduzione dell’assenteismo, miglioramento delle performances. Ovviamente, questo nuovo modello lavorativo deve necessariamente essere sostenuto da uno sforzo in termini di adeguamento delle tecnologie e di accelerazione del processo di digitalizzazione.

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