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LETTERA AL DIFENSORE CIVICO DE PAULI: CI SIA TRASPARENZA SUL CASO ANZIANI E NAVE LAZZARETTO

Per l’amministrazione pubblica il ruolo del Difensore Civico è uno strumento di trasparenza importantissimo perché non bisogna aver paura di mostrare le cose che non vanno visto che, una volta rilevate e risolte, migliorano il sistema. Lo affermò il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, in occasione dell’illustrazione da parte del difensore civico, Arrigo De Pauli, delle funzioni di Garante per il diritto alla salute attribuite recentemente con la legge 9/2019 dal Consiglio regionale. Le funzioni svolte dal dott. Arrigo De Pauli, già magistrato di Cassazione, capo Ufficio legislativo del ministero dei Trasporti, Procuratore presso il Tribunale per i minorenni di Trieste e presidente del Tribunale di Gorizia e poi di Trieste, docente universitario a contratto, si sviluppano a doppio binario: uno per dare voce ai cittadini e l’altro per collaborare con la pubblica amministrazione e consentirgli di svolgere la sua azione con maggiore efficacia. Abbiamo deciso di rivolgerci al Garante per il Diritto alla Salute, Arrigo De Pauli, per ottenere quelle risposte che da mesi la direzione centrale della salute e l’Asugi non vogliono fornire a molti cittadini. L’assessore Riccardi oggi ha dichiarato che la nave lazzaretto non arriverà più in Friuli Venezia Giulia perchè gli anziani covid positivi delle case di riposo non sono più 160 ma si sono ridotti. E’ un diritto degli anziani in oggetto e dei loro cari che pagano mensilmente le rette sapere dove avranno alloggio e chi si prenderà cura di loro. Parimenti è un diritto di tutti i cittadini sapere se corrisponda al vero quanto affermato dal vice governatore, cioè che per lo stallo prolungato della nave nel porto di Napoli, per alcuni lavori di adeguamento degli interni e per l’impegno preso con la cooperativa Arkesis non ci sono stati costi. Qualora ci fossero stati dei costi inutili si potrebbe configurare un danno erariale; viceversa, qualora la la compagnia navale e la Arkesis coop non avessero richiesto neppure un euro allora sarebbe spontaneo pensare a qualche contropartita per azzerare il debito.


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