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LA PROTEZIONE CIVILE SCARICA RICCARDI: UN FALDONE AGITA FEDRIGA

La storia della Protezione Civile rappresenta per la Regione Friuli Venezia Giulia una delle pagine più importanti e dal 1976, grazie a Giuseppe Zamberletti, la Protezione Civile Fvg divenne presto un modello nazionale. E’ per questo e per i tantissimi volontari che fanno parte della Protezione Civile che qualcuno ha deciso di inviare un ricco faldone ad alcune testate giornalistiche e a qualche blogger denunciando la cattiva gestione di questi ultimi mesi. Soldi spesi senza alcun controllo, mancanza di assunzioni di responsabilità, appalti milionari portati avanti con la scusa dell’emergenza Covid e con la speranza di una coertura, mai arrivata dalla sede nazionale. Dove la Protezione Civile regionale non è arrivata ha cercato il coinvolgimento delle varie Aziende Sanitarie Universitarie, in particolare quella giuliana isontina e quella del Friuli Centrale. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha spinto alcuni funzionari a parlare prima con vecchi amministratori regionali, poi con il cerchio magico del governatore Fedriga ed infine con i mass media è stata la gestione troppo personalistica della stessa. La Protezione Civile è da sempre una squadra e mai come in questo periodo il ruolo del direttore generale è stato totalmente svuotato dai super poteri dell’assessore regionale competente che da quando ha indossato il maglione e il giubbotto della protezione vicile non ha più smesso di sentirsi il numero uno assoluto. Ma cosa dice questo faldone e quali responsabilità denuncia? Molti lo possono intuire dalla dura lettera di risposta inviata dal capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, al vice governatore Riccardi. Ma c’è molto di più: fotocopie e fotografie bollenti.

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