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INTERNET E IL CORONAVIRUS: PUNTI D’INCONTRO E DI ROTTURA

Potrà il virus essere un problema anche per internet? Una breve analisi della rete al tempo del Covid-19

L’esplosione dell’emergenza Covid-19 ha portato a moltissimi cambiamenti nella nostra vita quotidiana e lavorativa. Mentre rispettiamo le regole e stiamo a casa siamo sempre più propensi ad utilizzare la rete internet sia per lavorare sia per svagarci. Proprio per questo molti hanno lanciato un allarme: internet non reggerà al virus. Esiste davvero questo pericolo? E si può evitare?

È sicuramente vero che dall’inizio della crisi coronavirus internet – o meglio i server di rete – sono stati sovraccaricati da richieste. Tim, Wind e tutti i maggiori operatori di rete hanno confermato i dati: TIM ha visto una crescita dei volumi del 90% su rete fissa e 30% su mobile, mentre Open Fiber calcola invece un aumento del traffico dal 40 al 70% in download e del 300% in upload. Numeri attorno al 40% per WindTre. Sicuramente questo è un effetto dell’introduzione dello smart working in moltissime aziende e per moltissimi lavoratori, ma è anche una conseguenza delle lezioni digitali, della visione di contenuti in streaming e videogiochi online, oltre a reperire notizie, uso dei social network e shopping online. Tutta questa attività in rete può danneggiare internet? Quel che è certo è che lo rallenta, tant’è che Amazon e Netflix hanno abbassato la qualità dello streaming per permettere alla banda di supportare tutte le richieste. Anche Disney+, appena lanciato, e altri servizi di streaming come NOWTV, hanno deciso di abbassare il bitrate in modo da occupare meno banda di rete. Ma anche lo streaming ludico ne ha risentito: Xbox Live ha avuto dei crash, mentre Steam – una piattaforma che gestisce giochi e giocatori – ha raggiunto i 20 milioni di utenti connessi simultaneamente (ancor più probabilmente negli ultimi giorni). Anche in questo caso molti distributori di giochi in download hanno deciso di diminuire le velocità, garantendo comunque un gameplay stabile. Inutile dire che sono aumentate anche chiamate, videochiamate e messaggistica. 

Tutto questo afflusso di dati porterà ad una rottura di internet? E soprattutto, è sicuro?

Non tutto il mondo è uguale, nemmeno parlando di internet, per quanto la rete sia stata progettata per unire le persone. Mentre in Europa e altri paesi gli operatori si muovono per attivare più banda e più hotspot per i propri utenti, ci sono luoghi del mondo in cui le infrastrutture internet si basano ancora su vecchie linee (alcuni ancora in 2G). Questo non riguarda solo il nostro divertimento mentre siamo in lockdown, ma riguarda anche i servizi pubblici, gli ospedali e lo scambio di informazioni tra stati. Se crolla internet, anche alcuni servizi pubblici essenziali ne risentiranno.

Inoltre diventa un problema di sicurezza. Il sovraccarico delle linee, apre anche falle di sicurezza spianando la strada ad hackers e data leaks. Fin dove è possibile dunque sarà bene utilizzare delle connessioni VPN sicure sui nostri router e seguire le buone pratiche di cybersecurity, come utilizzare antivirus, firewall e fare attenzione alle informazioni che condividiamo online. Mentre aziende e provider cercano di correre ai ripari fornendo aperture di banda e infrastrutture. No, internet non si romperà a causa del coronavirus, ma certamente dovremo ripensare al modo in cui utilizziamo la rete e come ci rapportiamo ad essa.

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