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Sanità

IL SINDACO ZULIANI RINGRAZIA RICCARDI E EURO&PROMOS MENTRE MUORE IL 19° OSPITE

“L’infezione ha lasciato sul terreno le 18 vittime della casa di riposo di Mortegliano e le vittime si susseguono una dietro l’altra da circa un mese. Il sindaco Roberto Zuliani, appena tre giorni fa – spiegò che erano stati effettuati 36 tamponi agli ospiti isolati nella zona rossa perché positivi e di questi 29 sono risultati negativi al primo test. «La linea adottata all’inizio della crisi dal Distretto sanitario e dall’assessorato alla sanità – proseguì Zuliani – si è dimostrata sinora valida. Da parte mia un particolare ringraziamento all’assessore Riccardi e a tutto il personale del Distretto e dell’Euro&Promos che, congiuntamente, hanno assicurato una presenza costante e competente nella struttura Rovere Bianchi». Invece, come ampiamente previsto, questo pomeriggio alle 18.15 si è registrata la diciannovesima vittima alla casa di riposo Rovere Bianchi. Si tratta di una donna che, da quanto si è appreso, era risultata negativa ai due ultimi tamponi, benchè sotto osservazione perchè sintomatica e nella stessa struttura in cui il focolaio aveva già strappato alla vita diciotto persone. Improvvisamente 19 persone, morte tutte nel giro di un mese, sembrano essere state fino a quel momento dei fantasmi vivi per miracolo; da quando esiste il Coronavirus per l’assessore Riccardi le morti diventano tutte CON Coronavirus e non PER Coronavirus. Stupisce che il sindaco Zuliani, ex generale dell’arma, ringrazi quelli che dovrebbero essere i principali indiziati di questa strage. Perchè la morte di 19 persona è certamente una strage. Gli ingressi alla Casa di Riposo erano chiusi ai parenti da diverso tempo, per cui a portare dentro il Virus Killer, può essere stato solo uno degli operatori della Euro & Promos, la cooperativa che fa riferimento alla spa guidata da Alberto Colussi tavano e l’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini. Stupisce che Zuliani ringrazi l’assessore Riccardi per essere stato obbligato a tenere chiusi per un mese fino alla morte 19 persone che andavano trasportate e curate in una terapia intensiva dell’Ospedale udinese. Certamente Fedriga, Riccardi e Bini non conoscono il nome di questi anziani e neppure il loro volto, come certamente non si sono degnati di fare un sopralluogo, con le dovute disposizioni di protezione individuale nella Casa di Riposo. Adesso, quasi certamente attenderemo di leggere dalla stampa il decesso del ventesimo decesso nella casa di riposo, mentre Riccardi parlerà di un calo di decessi in Regione e Sergio Bini inviterà a frequentare in massa le località turistiche regionali.

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