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Tecnologia

IL DEA E IL DSA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

European flags in front of the Berlaymont building, headquarters of the European commission in Brussels.

Da quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus, abbiamo potuto comprendere in prima persona, quanto spessa è la “coperta” dell’apparenza che avvolge la reale disponibilità tecnologica presente nel nostro paese.

Tale concetto volge a un argomento molto più ampio e particolareggiato, anche se in questo post andremo a parlare solo degli argomenti: didattica e connettività.

Prima dell’emergenza Coronavirus, didattica e connettività sembravano essere due solidi pretesti che in qualsiasi caso, non avrebbero subito ripercussioni nel caso di eventuali problemi. Ma, dall’inizio dell’emergenza abbiamo compreso che questo non è vero, infatti, la didattica si è in parte bloccata (è vero che è stata introdotta la didattica online, ma questa non sostituisce quella standard, e oltretutto la mancanza di dispositivi come pc o tablet in tutte le famiglie, ostacola ancor di più la cosa) e la connettività presente sul territorio abbiamo scoperto essere carente in molte zone ed andare in continua sofferenza per via delle numerose connessioni ai servizi di rete.

Questo però non accade solo in Italia, ma anche in altri paesi europei, e per questo la Commissione Europea ha già preso provvedimenti in merito dichiarando che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio sarà pubblicato il Digital Education Act, con standard per tutti gli Stati membri per garantire una migliore connettività in Ue, mettere a disposizione corsi online comuni e sostenere i governi nella fornitura di tablet per gli studenti. Mentre a novembre sarà poi il momento dell’attesa regolamentazione del web. Con il Digital Service Act, Bruxelles stabilirà gli standard a cui le grandi piattaforme dovranno adeguarsi.

Ad ogni modo non sappiamo quando verranno portate a termine queste misure, ma almeno sappiamo che queste problematiche sono state individuate da molte persone e si sta lavorando a una soluzione.

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