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Sanità

CORONAVIRUS: 23 I MEDICI DECEDUTI IN ITALIA

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in Italia dall’inizio dell’epidemia sono 4.824 i professionisti sanitari che hanno contratto un’infezione da coronavirus, pari al 9% del totale delle persone contagiate, una percentuale più che doppia rispetto a quella della coorte cinese dello studio pubblicato su Jama (3,8%). Peraltro, a giudicare dalle innumerevoli narrative e dalla mancata esecuzione dei tamponi a tutti i professionisti e gli operatori sanitari, il numero ufficiale fornito dall’ISS è ampiamente sottostimato. “Un mese dopo il caso 1 di Codogno – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – i numeri dimostrano che abbiamo pagato molto caro il prezzo dell’impreparazione organizzativa e gestionale all’emergenza: dall’assenza di raccomandazioni nazionali a protocolli locali assenti o improvvisati; dalle difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale (DPI), alla mancata esecuzione sistematica dei tamponi agli operatori sanitari; dalla mancata formazione dei professionisti sanitari all’informazione alla popolazione”. Altri due medici morti, un ospedaliero che era in pensione e un infettivologo che lavorava in una casa di cura. Si allunga così l’elenco dei camici bianchi colpiti da Sars Cov2. Esposti al virus e in alcuni casi senza protezioni i professionisti sanitari in Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, dall’inizio dell’epidemia sono stati 4.824 pari al 9% del totale delle persone contagiate, una percentuale più che doppia rispetto a quella cinese dello studio pubblicato sul Journal of American Medical Association (3,8%). La fondazione Gimbe (Gruppo Italiano per La Medicina Basata sulle Evidenze) però teme che il dato sia ampiamente sottostimato e chiede che i tampoini vengano estesi a tutti i professionisti e operatori sanitari e che vengano forniti strumenti di protezione a chi è impegnato in prima linea contro l’emergenza. A perdere la vita a causa di Covid 19, Manfredo Squeri, medico ospedaliero in pensione. La Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) ha fatto sapere che lavorava come medico responsabile del reparto di Medicina alla Casa di cura Piccole Figlie di Parma, convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Sarebbe, per la Fnomceo, il diciannovesimo medico in attività deceduto. Prima di lui anche il dottor Leonardo Marchi, medico infettivologo e direttore sanitario della Casa di Cura San Camillo a Cremona. L”elenco caduti’ curato dalla Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri) aggiorna il totale a 23 vittime, di cui 11 medici di famiglia. L’ultimo deceduto è invece un medico legale di Bergamo, Rosario Lupo, scomparso oggi.

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