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CONSIGLIERE DELLA LI.SA.GEST. STAMPA LE MAGLIETTE “CENTRO STUPRI” – IL SILENZIO DELLA POLITICA

La vicenda delle magliette con la scritta “Centro Stupri” indossate da un gruppo di ragazzi di San Daniele e dintorni che ha comportato la chiusura per 15 giorni della discoteca  Kursaal di Lignano Sabbiadoro e del locale Jonny Luanie di San Daniele, rischia  di travolgere la Li.sa.gest. Spa, l’importante società a capitale misto nata nel 2004 che si occupa delle gestione di gran parte dell’arenile di Lignano Sabbiadoro, della darsena e della promozione turistica della località. La società è attualmente presieduta dall’ex consigliere comunale Manuel Rodeano, eletto in una coalizione di liste civiche di centro sinistra a sostegno del Sindaco Luca Fanotto e, recentemente, avvicinatosi alla Lega Nord in cambio dello scranno di presidente della Lisagest. Oggi, infatti, è emerso che il titolare del negozio in cui sono state stampate le famigerate magliette è Tommaso Gasparini, eletto nel 2019, per la seconda volta, quale componente del consiglio di amministrazione della Li.sa.gest. su indicazione del consorzio dei commercianti lignanesi. La Li.sa.gest. ha un C.d.A. formato da  9 persone (presidente e 8 consiglieri) nominati come segue: Franco Gaiarsa (consorzi food and drink e parchi tematici), Luigi Sutto (consorzio Holiday),  Alessandro Del Zotto (consorzi spiaggia viva e marine), mentre gli altri 4 componenti spettano rispettivamente alla Camera Commercio (Enrico Guerin), a Promoturismo FVG (Lucio Gomiero), al Comune di Lignano Sabbiadoro (Loris Salatin) ed uno (Angelo Valvason) in rappresentanza degli altri tre comuni dell’ambito turistico lignanese (Latisana, Precenicco e Marano Lagunare). Oltre ai danni patiti dai locali pubblici che si sono visti chiudere i battenti, appare incalcolabile il danno che tale vicenda ha causato all’economia turistica lignanese e, più in generale, all’immagine della Regione Friuli Venezia Giulia, proprio in avvio di una stagione già pesantemente toccata dalla crisi del COVID-19. Dal punto di vista politico la vicenda vede coinvolto anche l’Assessore Regionale al Turismo Sergio Emidio Bini dato il recente avvicinamento dello stesso con il presidente del Consiglio regionale Piermauro Zanin, candidato su cui è  confluita, nel corso delle ultime elezioni regionali,  a lista civica comunale Vivi Lignano, il cui  referente è Gaetano Lampitelli. Ed è proprio a quest’ultimo,  leader indiscusso del consorzio dei commercianti lignanesi, che deve la sua nomina Tommaso Gasparini. L’imbarazzante silenzio dei rappresentanti regionali su tale vicenda ne è la dimostrazione. Per adesso sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura della Repubblica di Udine per le accuse, a vario titolo, di istigazione a delinquere e incitamento all’odio razziale in relazione alla vicenda della T-Shirt Centro Stupri indossata a San Daniele del Friuli e della targhetta con lo stesso appellativo a Lignano. Gli indagati sono i ragazzi che hanno indossato la maglietta: Alberto Dall’Ava, Gianluca Vidoni, Andrea Zovatto, Giacomo e Giovanni Minini, Francesco Diasparra e Luca Cristofoli. L’ultimo nome è quello di Matteo Ciotti, che non indossava la t-shirt, ma che ha prenotato il tavolo in discoteca.

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